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Veroli Basket la Storia

Le origini del basket a veroli vanno ricercate nella prima metà del Novecento quando un pioniere della pallacanestro, il professor Rosario Gennaro, iniziò, nella sua attività scolastica, a diffondere la pratica di questo sport. veroli, pur situata su un declino roccioso a volte molto impervio, certamente poteva offrire una superficie piana di circa 14 metri di larghezza e 26 di lunghezza dove poter allestire un rettangolo di gioco della palla a cesto. Gli spazi adiacenti la nuova palestra, costruita in quegli anni per volere dell'amministrazione comunale, che fino ad allora erano stati utilizzati come orti del Convitto Comunale, vennero adattati alle dimensioni regolamentari per un campo da gioco (1 novembre 1936). Si iniziò con il fissare, nella terra battuta, due pali di legno e altrettanti tabelloni e canestri.

La pratica del basket, richiedente agilità e resistenza, unita alla coordinazione dei movimenti, ebbe fin dal suo esordio il favore della gioventù veroliana, tanto che nel vasto territorio del Comune si vennero a formare più squadre: memorabile fu l'incontro tra la compagine di veroli-centro contro quella di Castelmassimo di cui si occupò anche la Gazzetta dello Sport, che in una pagina del 13 aprile 1937 diede all'articolo di giornale, custodito gelosamente da Danilo Campanari, questo titolo: "Pallacanestro. I signori di città contro gli zampitti di campagna". Nell'orario scolastico Rosario Gennaro insegnò i fondamentali come il tiro a canestro, il palleggio da fermo e in corsa, le finte, ecc. Alla tecnica individuale seguì quella di squadra con i suoi schemi per la difesa e per l'attacco. Così ricorda quegli anni: «Fu tale l'attrazione suscitata da questo sport che ogni classe volle formare la sua squadra da mettere in campo e affrontare le classi rivali. Così si organizzarono e svolsero tornei e campionati nell'ambito dell'istituto, fra compagini locali, provinciali e regionali, secondo direttive del Provveditorato agli Studi di Frosinone e della federazione Italiana di Pallacanestro. Per sostenere tanti impegni i nostri giovani, maschi e femmine, volenterosi frequentarono in ore extra-scolastiche allenamento e trasferte in centri vicini e lontani. In questo intenso lavoro, l'insegnante titolare accettò di buon grado l'appassionata collaborazione degli ex-alunni, fra i quali fu più assiduo Giovanni Coccia». Giovanni Coccia, uno dei suoi allievi più preparati, può considerato come colui che ha tracciato un solco profondo per l'avvenire del gioco della palla a spicchi a veroli: sotto la sua guida sono passati moltissimi ragazzi per apprendere l'abc della pallacanestro. Un allenatore eclettico, che sapeva andare oltre la sua professione: un vero e proprio maestro in campo e nella vita. E ciò perché era convinto che il valore di chi praticava lo sport stava anche nel formarsi come uomini. Così, sotto la guida di Giovanni Coccia sono cresciuti molti giovani che hanno segnato altre tappe del basket veroli.

Negli anni '50 intanto si istituzionalizzava a veroli la nascita del C.S.I. (Centro Sportivo Italiano) che come fulcro delle sue attività aveva la squadra di pallacanestro, composta dai seguenti giocatori: Zeppieri Roberto, Lazzari Antonio, Cristiani Aldo, Zeppieri Giuseppe, Stirpe Franco, Magnante Marcello, Pelloni Bernardino, Angelo Sanità, ecc. Tra questi giovani atleti, il promettente Roberto Zeppieri lasciava veroli nel 1956 per approdare in serie C nella squadra della Giuliana, che in soli tre anni arrivò in serie A. I dirigenti del C.S.I. di veroli lo lasciarono partire a malincuore, facendo però sborsare alla società romana ben dieci palloni. Inizierà per Roberto una carriera piena di soddisfazioni.

 

 

Qualche decina di anni più tardi un altro giocatore veroliano, Giancarlo Fiorini, solcherà i campi di serie A e B. Altri giovani, intorno agli anni '60, continuarono a dare gloria alla pallacanestro veroliana e a far parlare di sé: si ricordano Corrado Senia, Giancarlo Fiorini, Luciano e Franco Mauti, Mino Corona, Ferruccio Lauroni, Giuseppe Baldassarra, Cesare Stirpe, Luigi Mastropietro, Luigi Ricciardi, Giulio Magnante, Maurizio Nardella. In un articolo apparso sul quotidiano il Messaggero del 1964 dal titolo Lo sport a veroli, così è descritta la squadra: "Un elogio a parte merita la pallacanestro. Pochi volontari la conoscono. Costretti a giocare fuori casa per mancanza del campo, pochi l'hanno vista all'opera. Eppure, a prezzo di enormi sacrifici, essa ha dato le maggiori soddisfazioni ai dirigenti del C.S.I. Ricca solamente di buona volontà, affronta le più dure battaglie con squadre di alto rango riportando successi clamorosi. La classe di Zeppieri, sostenuta dal dinamismo di Magnante, dalla tecnica di Fiorini, dalla bravura di Corona, che deve affrontare avversari molto più alti di lui con i suoi 1,64 cm di statura, ha determinato la conquista della prima posizione in classifica generale. Solo un premio desiderano questi giovani: che anche per loro vi sia un campo di pallacanestro a veroli".Ma il C.S.I. negli anni successivi affrontò, al suo interno, problemi di non facile soluzione tanto che il sodalizio, di lì a poco, scomparve. Non venne meno, però, l'entusiasmo di alcuni giocatori che, autotassandosi, fondarono una nuova società da permettere loro di continuare a giocare. Eravamo nel 1968. Nacque così la società Basket veroli. Promotori furono Corrado Senia, Luciano e Franco Mauti, Roberto Mignardi ed altri ancora. Un sodalizio pronto a diffondere nuovo entusiasmo per la pallacanestro. Si dette una organizzazione societaria ben definita e l'avvocato Giuseppe Todini ne divenne presidente. I tanti sacrifici e l'enorme impegno della nuova società troveranno il giusto coronamento nell'anno sportivo 1974-1975 quando la squadra, allenata dall'ex-giocatore Roberto Zeppieri, ottenne la promozione in serie C. Grande fu la festa a veroli. Protagonisti dell'impresa furono: Franco e Luciano Mauti, Gianni Celani, Piero Crifasi, Vanni Cerimoniale, Enzo Falso, Roberto Mignardi, Fabrizio Iannarilli, Corrado Senia, Carlo Giralico, Aldo Brugnetti.


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