L'alleanza con Roma - la lega ernica - Veroli libero municipio - Gracilia - I Fasti
Entrati dunque nella storia, le vicende di Veroli si intrecciano con quelle di Roma. La più remota notizia a tal proposito è quella risalente all'anno 496 a.c. quando la città, avendo parteggiato per Tarquinio il Superbo, fu conquistata e distrutta dall'esercito repubblicano. Risorse letteralmente e sotto il terzo consolato di Spurio Cassio, nell'anno 486 a.c., con le città di Alatri, Anagni e Ferentino, alle quali Veroli si era alleata nella cosoddetta Lega Ernica, entrò a far parte del foedus Cassianum.
Nella seconda guerra che Roma si trovò a combattere contro i Sanniti, Veroli non segui l'esempio della città di Anagni, la quale si alleò con Equi e Marsi per ribellarsi all'Urbe. La non belligeranza nei confronti dei romani fece ottenere a Veroli di essere considerata, nell'anno 305 a.c. libero municipio donde la sigla S.P.Q.V. ossia Senatus Populusque Verulanus. Aveva il diritto di voto (ius suffragii), era soggetta ad obblighi militari (munera) e gli abitanti godevano di una sorta di cittadinanza inferiore, che consentiva loro il diritto di matrimonio (ius connubii) e commercio (ius commercii) con i cittadini romani. A capo del municipio vi erano dei magistrati detti quadrumviri o quattuorviri, che governavano col sussidio del senato locale composto da decurioni (decuriones)
Nel periodo di guerra civile tra Silla e Mario Veroli parteggiò per quest'ultimo, anche perché nativo di Cereate (l'odierna Casamari). Con la Vittoria dei Sillani, da libero municipio, passò allo stato di semplice colonia militare; le sue terre vennero confiscate e assegnate ai legionari di Gracco.
Fu nuovamente elevata a Municipium dall'imperatore Nerva (97 d.c.). In seguito la fedeltà di Veroli verso Roma non venne mai meno ed è significativo il motto che corona lo stemma della città, Verulana civitas Almae Urbi Confoederata.
Figura di spicco durante l'impero di Nerone, come ci narra Tacito, fu Severo Verolano, il quale come luogotenente di Carlo Domizio Corbulone, si distinse nella conquista dell'Armenia combattendo con coraggio e valore.
Non di minore considerazione è la figura di una donna verolana: Gracilia, vissuta nel periodo in cui Vespasiano era sato salutato imperatore dai suoi legionari a discapito di Vitellio (69 d.c.). Quest'ultimo per resistere alla sua detronizzazione assalì il fratello maggiore di Vespasiano, Flavio Sabino, il quale fu costretto a rifugiarsi in Campidoglio insieme con un gruppo di donne. A difesa dell'assedio, come ci fa sapere Tacito, nel libro III delle sue Historiae, si distinse per il suo coraggio e valore la verolana Gracilia, moglie di Aruleno Rustico: "Subierunt obsidium etiam foeminae inter quas maxime insignis Verolana Gratilla, neque liberos propinquos, sed bellum secuta".
A Veroli le testimonianze della civiltà romana sono consistenti. In seguito ai privilegi concessi da Roma agli alleati, che combatterono i Sanniti, la città potè dotarsi di un imponente forum il cui poderoso muro in opera poligonale, datato alla fine del IV secolo a.c., è in parte visibile all'interno del Palazzo Comunale e del Palazzo Mazzoli.
L'importanza che ebbe Veroli nell'età romana è sottolineata dalla presenza dei FASTI. Si tratta di una lastra marmorea recante i primi tre mesi (IAN, FEB e M) di un calendario romano, rinvenuta e ricomposta nel 1922 dal prof. Camillo Scaccia Scarafoni. I fasti Verulani, risalenti all'imperatore Tiberio, oltre alle feste civili e religiose, alle fiere e ai mercati, riportano date di un certo rilievo e non presenti in altri calendari romani. Significativo è il giorno defasto del 14 gennaio per la nascita di Marco Antonio responsabile di aver sollevato la guerra civile D(ies) Vitiosus ex S(enatus) C(onsulto) Ant(onii) Natali(is). Il calendario era esposto come di consueto, in cospectu omiun, nel foro della città, nell'antica area pagana. Oggi è collocato e bene in mostra nel cortile di casa Reali.
La diffusione del Cristianesimo - Santa Sàlome - Il presbitero Marturo - La Diocesi
Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo avvenne già agli inizi della diffusione del messaggio evangelico grazie a San Pietro e a Santa Sàlome, madre degli apostoli Giacomo e Giovanni.
Sàlome giunse a Veroli con un gruppo di compagni, tra cui Biagio e Demetrio, i quali per la loro fede subirono il martirio ad opera del pretore Onorio; i corpi furono rinvenuti per la prima volta al tempo di Celestino III (1191 - 1198), nella zona sottostante il presbiterio della Cattedrale di Sant'Andrea e successivamente nel 1743.
La pia donna ospitata al suo arrivo da un certo Mauro nella località suburbana denominata ora Madonna degli Angeli, successivamente entrò in città a predicare il vangelo, in tarda età qui morì. Nel 1209 furono rinvenute le reliquie nel luogo indicato da un giovane verolano di nome Tommaso. Il Vescovo di Veroli Oddone, alla presenza dell'abate di Casamari Giraldo e di un numeroso popolo, trovò le reliquie della santa mirrofora, le quali vennero costodite in un’urna recante la seguente iscrizione:
REL(IQUIAE) S(ANTAE) MAR(IAE) MA
TRIS AP(OSTO)LOR(UM) IOH(ANN)IS
EV(ANGELISTAE) ET IACOBI
La cassa, "per la sua forma - scrive Camillo Scaccia Scarafoni - ricorda gli antichi sarcofagi col coperchio a due spioventi: ornata sui fianchi di quattro croci greche, terminanti a coda di rondine, porta sui pioventi del coperchio un’iscrizione che ben si addice per il suo carattere epigrafico al sec. XIII. Nel luogo dove vennero ritrovate le spoglie della Santa, i verolani costruirono un oratorio, in cui ancora oggi si possono ammirare pregevoli affreschi del XIII secolo con un Cristo pantocrate che domina la parte centrale del catino absidale. Su questo luogo di culto venne poi innalzata un’imponente basilica degna di custodire le spoglie della Santa, proclamata patrona della città e della diocesi.
|
|
Abbattuto il paganesimo, la nuova religione cristiana ebbe a darsi una organizzazione ben definita come dimostra l'epigrafe del 384 d.C. trovata nella cripta della cattedrale di Sant'Andrea nel 1724 durante i lavori di abbattimento della cripta stessa per la ristrutturazione della zona presbiteriale. L'iscrizione ricorda la deposizione del presbitero Marturio:
D(E)POSITIO MARTURI P(RES)B(ITERI)
IN P(A)CI
KAL(ENDIS) DECEMBRIS D(IE) SOLIS
IND(ICTIONE) XII
Tale iscrizione rafforza la tradizione che indica Veroli come sede vescovile sin dalle origini dell'età apostolica. San Pietro, secondo la tradizione, durante il viaggio verso Roma si sarebbe fermato a Veroli e qui avrebbe consacrato a guida della chiesa verolana un certo Mauro, già convertito al cristianesimo da Santa Sàlome. Il primo sinodo, però, in cui è attestata la presenza di un vescovo verolano è quello tenutosi in Roma nel 743, indetto da Papa Zaccaria; tra i presuli presenti compare anche Martinus Verulas.Antica testimonianza del cristianesimo in Veroli è il sepolcro, a più strati rinvenuto nel 1922 nel cortile di casa Reali, in via Vittorio Emanuele. Nelle tombe furono ritrovati vasetti di coccio, lucerne con simboli paleocristiani, anelli di rame con l'emblema della croce; oggetti depositati successivamente nella biblioteca Giovardiana. Una di queste tombe era ricoperta da una lastra marmorea con incisa un'iscrizione funeraria cristiana del 405 d.C. al tempo del secondo consolato di Stilicone. La parte posteriore di essa riportava i Fasti Verulani.
Nel periodo di decadenza dell'Impero Romano d'Occidente Veroli fu coinvolta nelle lotte sanguinose provocate dalla discesa delle popolazioni barbare. Quando Alarico, re dei Visigoti, vi passò, portò con sè oltre al terrore, alcuni fanciulli catturati e fatti prigionieri ad Atina. Le cronache locali narrano che i verolani, da sempre in buoni rapporti con gli atinati, riscattarono i ragazzi, li ospitarono e li educarono fino ad età adulta, nella parte della città che ancora oggi porta il nome Piagge Atinate. A ricordo di tale atto di magnanimità e per rafforzare i già buoni rapporti con Atina, nel 1615 venne rogato un atto con il quale le due città si confederarono.
L'alto medioevo
Nel 529 d.C. San Benedetto da Norcia lascia la vita eremitica a Subiaco per raggiungere Montecassino. La tradizione vuole che il santo durante il suo viaggio per Cassino sia passato per Veroli e abbia fondato l'oratorio e il monastero di Sant'Erasmo sulle rovine del tempio dedicato ad Apollo. Una sicura prova della presenza dei benedettini in S.Erasmo la offre il codice membranaceo del Martirologio, conservato nell'archivio della chiesa e studiato già nel XVIII secolo, dallo storico verolano Vittorio Giovardi, il quale lo ritenne peculiare di questa chiesa. Nel manoscritto San Benedetto venne definito come "Padre e fondatore" dell'edificio sacro, secondo la consuetudine monastica.
Fonte: "VEROLI Un percorso di storia e di arte" di G. D'onorio e G.Trulli
Etimologia della parola veroli
Le discusse origini del nome Veroli sono antichissime e alcune ipotesi sono riportate in un manoscritto del secolo XVII. Ve ne proponiamo alcune: verulum diminutivo di verum-verulum detta veru da spiedo, perchè lunga come uno spiedo. Altre fonti affermano che la sua origine derivi da Verolo padrone di un possedimento a Veroli. Secondo il Giovardi, fondatore della omonima biblioteca , verulae deriva da veru una specie di lancia, oppure da verrus, micidiali proiettili di piombo o anche da verruca "luogo aspro e montuoso". Altra origine è di tipo linguistico: ver, in greco, dal verbo" erúmai"( difendere, proteggere), ha significato di: 'luogo idoneo alla difesa e alla sorveglianza'.
PRINCIPALI SAGRE Sagra della Crespella in contrada Santa Francesca (domenica dopo il 9 Marzo) Sagra del Grano in contrada Colleberardi (prima settimana di agosto)
Sagra della Moricola, more nel rione San Leucio (ultima settimana di agosto)
Sagra della Ciammella nel rione Santa Croce (prima settimana di settembre)
MANIFESTAZIONI POPOLARI
Visita ai Sepolcri e processione del Venerdì Santo
Festa di Santa Salome, patrona della città (25 maggio)
Carnevale del Giglio
Biennale del Ferro Battuto
Ernica Etnica, manifestazione di musiche etniche da tutta Italia (mese di luglio)
Fasti Verulani, festival internazionale del teatro di strada (mese di luglio-agosto)
Pantasema (mese di settembre).
|